Sento tante persone attorno a me insoddisfatte del loro lavoro. E bloccate in un ufficio che detestano, attorniate da gente che pensa solo a se stessa.

Sento anche persone che, nonostante i calci in faccia, prende su le sue cose e se ne va alla ricerca di altro.

Non è facile, in nessuno dei casi. Comunque è una situazione che ci “accade” e di fronte alla quale ognuno reagisce come può, come riesce.

Ho cambiato lavoro, e posto di lavoro, tante volte.

Spesso mi sono chiesta se mi piaceva davvero quello che stavo facendo, l’ambiente che mi circondava. Quando sono arrivata a rispondere No, ho cercato altre strade.

Finché ero sola è stato molto facile, forse avevo anche una grinta diversa non so, con una famiglia è diventato più difficile.

donna Elastico Tenido Victoria Inglesa Punt Mango da Sneakers Il successo

Non sono mai stata interessata al successo, prima per deformazione di genere, in seguito perché sono giunta alla conclusione che il successo è qualcosa di molto intimo: essere soddisfatti della propria giornata lavorativa. Chiudere il pc e dirsi ben fatto, ottimo lavoro.

Avere anche il riconoscimento del proprio buon lavoro dagli altri, senz’altro.

Cosa che generalmente in un ufficio non avviene, o perlomeno a me non è mai capitato.

Ora ho entrambe le cose: la mia approvazione e il mio pat pat sulla spalla a fine giornata, e la faccia delle persone con cui lavoro che cambia di volta in volta e diventa più serena, più distesa. Più…

Il lavoro, la vita

Oggi il lavoro, che pure occupa tanta parte della nostra vita (se non altro in termini di tempo), è sempre più un campo minato, una terra desolata: lavoriamo perché dobbiamo, perché abbiamo bisogno di un reddito, perché abbiamo una famiglia, un mutuo, entrambi.

Il lavoro è una cosa, la vita, spesso, altrove.

Il lavoro è uno strumento, un mezzo che ci permette poi di fare le cose che davvero ci piace fare.

Ma che davvero? Ancora oggi? Sembra così tanto un’idea vecchia.
Ma davvero pensiamo di poterci portare queste idee appresso a lungo? Davvero riusciamo a reggere questa frustrazione quotidiana, di recarci in un posto dove ci viene male appena varchiamo la porta?

Ho sentito tante persone dirlo, ma io non riesco proprio a crederci. Forse perché so che non potrei farlo, non a lungo almeno.

Cioè non è che pensi che mentano, penso solo che io non potrei. Mi ammalerei, starei male, mi si annebbierebbe la vista e la mente. Il cuore e lo spirito.

Secondo me a un certo punto si sclera.

Poi lo so, non tutti possiamo permetterci di lasciare un lavoro che ci deprime e che ci ammorba, ma tutti possiamo fare qualcosa per migliorare il più possibile alcuni aspetti. Non è impossibile.

Che cos’è davvero il lavoro?

Una mattina mentre scoprivo la pagina FB di Umani a Milano, me lo sono chiesto.
Così, per ricordarmelo.

Il lavoro, che occupa così tanta parte della nostra vita, cos’è? E’ un mezzo che ci permette poi di fare le cose che davvero ci piace fare?
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E’ la possibilità di esprimere chi siamo veramente?
E’ il successo, è fare carriera, arrivare al vertice di un’organizzazione?
E’ soddisfazione a fine giornata?

Per ognuno di noi è una cosa diversa, ma quello che mi stupisce sempre un sacco sono le persone per le quali il lavoro è fatica, noia, frustrazione, insoddisfazione. Ahimè, sono tante.

E’ così, il momento poi è quello che è, che vuoi che faccia? Rassegnati.

Elastico Inglesa Tenido Victoria Sneakers Mango da donna Punt Io non riesco a rassegnarmi a tanta rassegnazione. Perché il lavoro può essere qualcosa di meglio e anzi deve essere qualcosa di meglio di questo, visto che occupa almeno 8 ore della nostra giornata.

donna Victoria Sneakers Tenido Elastico Punt da Inglesa Mango Talvolta mi viene detto che ci sono situazioni e situazioni, che non tutti si possono permettere di fare una scelta, ma questa mi sembra tanto un’italica malformazione per cui aspettiamo sempre che la soluzione arrivi dall’esterno – dalle aziende, dal mondo del lavoro, dal governo, dalla politica – quando la soluzione sta dentro di noi.

Sembra una cosa assurda quella che sto dicendo – e lo è tanto più se siamo convinti che il lavoro sia fatica, noia, frustrazione, e siamo immersi in questa cultura che non sembra lasciare spazio ad altro.

Ma spazio per altro c’è

Umani a Milano se l’è inventata uno che ha preso spunto dalla pagina Humans of New York, e ci ha aggiunto la sua personalissima interpretazione – senza contare che le due umanità sono oggettivamente diverse. Ora sta per pubblicare un libro con il crowfunding.

Mi chiedo: se anche lo fa per lavoro, per lui non sarà mai lavoro, è quello che gli piace fare, che gli da gusto, che da un senso alla sua giornata. Ha trovato un modo per pagarsi il mutuo o l’affitto? Farà altre cose per vivere? Probabile. Non lo so.

Ma è una persona felice. Ma proprio felice.

Questo per dire, senza voler nascondere le difficoltà che tutti incontriamo, che il lavoro dovrebbe darci almeno un po’ di soddisfazione. E che dobbiamo sceglierlo con cura, per non vivere una vita di frustrazioni aspettando il dopo, quando il tempo del lavoro sarà finito e potremo vivere.